Giornata Mondiale Motorismo Storico

LA CULTURA FATTA DIVERTIMENTO

FORUM

“LA PASSIONE PER IL MOTORISMO STORICO COME MEDICINA DELL’ANIMA IN TEMPO DI PANDEMIA”.

Il lungo periodo di lockdown che ci è stato necessariamente imposto per contrastare la diffusione del COVID 19 è stato sicuramente un tempo di privazioni destinato a restare a lungo nella memoria di noi tutti.

Con grande disciplina e senso di responsabilità siamo rimasti nelle nostre case limitando le uscite a quanto era strettamente necessario e consentito.

Ma, lo sappiamo bene, noi appassionati di veicoli storici siamo persone incapaci di stare con le mani in mano a far niente. L’operosità, sia manuale che intellettuale, è infatti una matrice distintiva della nostra categoria proprio in virtù dei ricchissimi contenuti storici e culturali che traboccano dalla disciplina della quale siamo appassionati.

Non meraviglia, quindi, che molti di noi siano riusciti a trasfornare un problema in un’opportunità e che il tempo della costrizione in casa sia diventato una parentesi preziosa per realizzare un’iniziativa che da molto tempo avevamo in mente e che continuavamo a rinviare per dare la precedenza ad impegni più urgenti.

I visitatori di questo sito invitati a voler raccontare  la cosa più interessante, o divertente o curiosa che hanno fatto, in tema di auto storiche,  durante il periodo di lockdown ed a volerla condividere con gli altri appassionati proprio secondo quello spirito di confronto ed arricchimento reciproco che contraddistingue la Giornata Mondiale Motorismo Storico. Grazie.

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PASSATEMPO DEL CORONAVIRUS  di GIORGIO 

Un esempio di come ha ingannato il tempo il nostro amico Giorgio che ordinariamente non  avrebbe fatto mai.

Ho la fortuna di possedere una piccola collezione di automobili storiche, in maggioranza LANCIA, che rappresenta bene i miei gusti in questo settore.

Amo queste vetture tanto per le loro caratteristiche estetiche quanto per quelle meccaniche e, per questo, sovente mi viene il desiderio di confrontarne prestazioni e caratteristiche tecniche. Per svolgere questi confronti e questi accostamenti sono sempre dovuto ricorrere alla macchinosa consultazione di volumi che sono riposti in un’apposita libreria, sino a quando, nel tempo della clausura, mi sono deciso a realizzare un quadro sinottico che mi permettesse di poter fare “ictu oculi” delle comparazioni magari tra modelli che fossero, in qualche misura, confrontabili tra loro. 

Ecco quindi che, nel giro di pochi giorni, e grazie alla consultazione dei famosi libroni, ho messo nell’ascissa tutte le auto, in ordine decrescente di anzianità,  mentre nell’ordinata ho elencato le principali caratteristiche tecniche di ciascun modello, sia per quanto attiene al suo propulsore, che per quanto riguarda il corpo della vettura. Ciò che ne è scaturito è un lavoro che a me è molto utile e che, infatti, utilizzo frequentemente per analisi e comparazioni. 

Il prospetto ora è sotto vetro ed appeso ad una parete dell’autorimessa (che io chiamo il Jurassico).

Con questo non mi sentirei certamente di dire “grazie COVID 19”, ma sicuramente mi sento di ringraziare la mia grande passione per le auto storiche che mi ha aiutato un poco a trascorrere proficuamente il tempo della forzata clausura.

                    Giorgio Ungaretti


PASSATEMPO DEL CORONAVIRUS  di LUIGI

Cosa ho fatto durante il lockdown ?
In realtà niente che non facessi già prima della quarantena, ma diciamo che forse vi ho messo più dedizione e determinazione. Cosi’ approfittando del lockdown tra gennaio e aprile 2020 sono riuscito a portare a termine prima del previsto il restauro della mia “Citronella” (cosi’ la chiama un mio caro amico) una Citroen 2cv -Charleston del 1986, che avevo iniziato l’anno precedente .

Come recita un vecchio proverbio “Non tutti i mali vengono per nuocere ”

Luigi Tomassetti

SEGUE VIDEO del RESTAURO della CITROEN 2CV CHARLESTON 1986 “CITRONELLA”

6 commenti su “FORUM”
  1. “LA PASSIONE PER I VEICOLI STORICI COME MEDICINA DELL’ANIMA IN TEMPO DI PANDEMIA”: il commento di Paolo Pinto 1972.

    Il tema proposto per la quarta edizione della Giornata Mondiale del Motorismo Storico conferma l’attualità dell’ideatore e dei promotori, affezionati all’oggi ed impegnati a progettare un domani che possa ispirarsi a quanto di più bello e prezioso abbia realizzato il motorismo nel passato. La passione per i veicoli storici è certamente una medicina dell’anima: per quanti possano leggere per caso questo mio commento, e non abbiano già sviluppato la suddetta passione, provo a dare una dimostrazione scientifica, come potrebbe darla un informatore scientifico (mi perdonino i professionisti del settore), leggendo il classico “bugiardino”.

    PASSIONE PER IL MOTORISMO STORICO (DI SEGUITO : LA PASSIONE).

    COMPOSIZIONE: generica attrazione verso le realizzazioni motoristiche del passato, siano esse attinenti la mobilità ed il lavoro su terra, acqua, aria.

    PRINCIPI ATTIVI: cultura storica, cultura meccanica, cultura industriale, cultura stilistica, tracce di ogni genere di cultura.

    TIPO DI ATTIVITA’: letture, incontri di studio, raduni statici, raduni dinamici, riparazioni varie, modellismo.

    INDICAZIONI: stati nostalgici, nausea verso la produzione industriale “usa e getta”, allergia nei confronti dell’appiattimento stilistico.

    CONTROINDICAZIONI: il farmaco è controindicato per ipersensibilità. Può causare gelosia nei soggetti abituati a frequentare l’appassionato, se a loro volta non assumono la stessa medicina. Pazienti abituati ad una vita completamente ordinata e programmata potrebbero andare incontro a situazioni impreviste tali da generare traumi ed incubi.

    PRECAUZIONI PER L’USO: LA PASSIONE, se somministrata a neonati e bambini piccoli potrebbe indurli ad una motorizzazione precoce; se assunta da soggetti ipersensibili per periodi prolungati può provocare dipendenza.

    DOSE, MODO E TEMPO DI SOMMINISTRAZIONE: LA PASSIONE può essere assunta al bisogno.

    SOVRADOSAGGIO: in caso di sovradosaggio è sufficiente ridurre o sospendere il trattamento.

    SCADENZA E CONSERVAZIONE: LA PASSIONE non ha scadenza.

    Con queste premesse, desidero obiettare all’ingiustificato antagonismo nei confronti degli appassionati di motorismo storico, che sovente fa leva sulla pericolosità dei veicoli più antichi (ampiamente bilanciata dalla preparazione e dalla prudenza di chi li conduce) e sugli effetti inquinanti (ininfluenti in relazione alla totalità dei veicoli circolanti ed alla percorrenza effettiva).

    Trovo giusto portare l’attenzione sull’effetto curativo che la passione per il motorismo storico ha determinato, in particolare nel periodo di blocco totale delle attività vissuto nella primavera del 2020: trattandosi di un dato positivo, attira poca attenzione, ma chi come me ne fa un uso responsabile non ha dubbi che tale dato , se fosse misurato con esattezza, mostrerebbe una grande quantità di persone risanate nell’anima grazie a quella portentosa soluzione curativa che è la passione per il motorismo storico.

  2. Gentili tutti buonasera.
    Come non condividere il pensiero del Sig. Pinto.
    Passione, che crea amicizia e legami veramente puri, che diventa talvolta ossessione nel senso buono.
    Virus, chi per come me nutre passione per le Alfa Romeo, sa cosa vuol dire.
    Questa sana passione per il motorismo storico ci ha comunque legati anche durante il “blocco” (meglio scrivere in italiano per me) con lunghe telefonate, consigli su come o perchè recuperare uno dei Nostri tanti amati ferri vecchi.
    Durante il blocco ho ripreso a catalogare le mie automobiline, solo Alfa Romeo per la maggior parte, cosa che non riuscivo più a fare da anni. Ecco trasformare un periodo di isolamento o comunque non “bello” in un periodo comunque di interessi e passione. Infatti oltre a catalogare ho potuto provvedere a pulire i miei ferri vecchi (diminuiti di numero ma forse per questo più apprezzabili) , “soloalfaromeo”, che nonostante fossero in ordine e coperte vederle senza telo è un’altra cosa; una pulitina esterna e soprattutto interna più accurata del solito avendo più tempo a disposizione. Controllato anche quando usata l’ultima volta, la manutenzione grazie al libro di bordo.
    Grazie veramente di questa opportunità che spero di aver interpretato al meglio…a seguire…
    .

  3. Scusate, non considero “ferri vecchi” le opere dell’ingegno e dell’ARISTOCRAZIA del fare… sono automobili senza tempo che hanno evocato, nei giorni di chiusura forzata, tante emozioni suggerendo letture, “non riletture”, che la routine non mi aveva permesso prima.
    Questi STRUMENTI che conservo con amore, in passato mi hanno regalato stupendi VIAGGI nelle magnifiche strade del nostro bel Paese e non solo… Come non aggiungere ai ricordi la curiosità verso tanta letteratura, storia… in quelle ore le mete per la mente… raggiungibili dando a quei giorni un miglior tempo, rendendoli meno fermi e inutili.
    Conservare e riutilizzare “OPERE” può regalarci momenti di riflessione di cui la QUALITÀ DELLA NOSTRA VITA HA SEMPRE GRANDE BISOGNO. Grazie

  4. Col passare del tempo la società si trasforma in una naturale e continua evoluzione. Cambiano anche le esigenze, i modi di vivere ed anche le sensibilità .
    La storia resta e rappresenta per tutti una serie insostituibile di punti di riferimento.
    Per questo le invenzioni che hanno trasformato la vita di intere generazioni vanno studiate, approfondite. Si possono scoprire genialità e sacrifici di ricercatori , spesso solo umili artieri .
    L’automobile storica , anche la più modesta va quindi studiata, interpretata, contestualizzata. Non può essere un oggetto da esibire per menare il vanto di possederla , non deve essere offesa con trasformazioni che manifestano una compassionevole ignoranza, va curata e resa efficiente com’era nel giorno in cui un semplice operaio, con grandi sacrifici o un ricco possidente col gusto del gran turismo, la portarono a casa, scoprendone ogni segreto, respirandone gli odori, lasciandosi incantare dal baluginare dei colori e dei riflessi. Vorremmo che funzionasse bene come in quel giorno e, per poter tendere a quel risultato, bisogna studiare a lungo il libretto di uso e manutenzione e, magari, il manuale di officina, Bisogna usarla ed ascoltare ogni rumore, bisogna metabolizzare il movimento delle parti che la compongono e cercare di scoprire ogni segreto. Non cadere nelle nostalgia ma sfidare le ingiurie delle stagioni che passano. Riflettere con intelligenza sulle intuizioni ed i traguardi raggiunti dagli uomini che la progettarono e la costruirono
    Nicola Colangelo

  5. GIORGIO CORTELLAZZI OPERAZIONE RESTAURO

    Il Covid 19 è stata una sgradevole sorpresa che ci ha colto tutti impreparati ed ha creato una enorme serie di problemi con i quali, ancora oggi, dobbiamo convivere.
    A parte le prime giornate di completo smarrimento, dovute all’improvviso cambiamento delle nostre abitudini, abbiamo successivamente dovuto far fronte a tutte quelle situazioni a cui non eravamo assolutamente preparati.
    L’organizzazione famigliare ha avuto sin da subito il sopravvento imponendo ritmi forzati a pulizie pasquali anticipate, tende, cucine, sale, pavimenti e bagni sono diventati, nel giro di pochi giorni, completamente puliti ed “asettici”. Poi è stata la volta di armadi, cassetti, credenze, frigoriferi che hanno ritrovato i candori iniziali, sino ad arrivare al garage.
    E qui, sotto una vecchia coperta ritrovo un vecchio Garelli Noi, versione numerata Trussardi (1.000 soli esemplari) al quale comincio a dedicare le mie attenzioni.
    L’aspetto esteriore è ragionevolmente in buono stato, ma il dubbio viene soprattutto dalla parte meccanica ed elettrica.
    Una vecchia tavola di legno, sequestrata nel box della vicina di casa, viene adibita a tavolo operatorio e l’avventura del restauro conservativo, ha inizio.
    Chiavi, pinze, cacciaviti sono disposti “chirurgicamente” sul carrello degli attrezzi e così, senza mascherina, inizio l’operazione di smontaggio.
    Dopo aver amorevolmente (e coscienziosamente) smontato e diviso, in maniera ordinata, tutti i componenti del ciclomotore, preoccupandomi di fotografare tutte le varie operazioni sul telefonino (bisognerà anche rimontarlo poi), procedo al lavaggio ed alla lucidatura di tutti i pezzi verniciati utilizzando shampoo e bagnoschiuma umano. Tutte le parti cromate sono state accuratamente spazzolate e lucidate con l’ausilio di pasta abrasiva, stracci e olio di gomito.
    La parte elettrica è quella che mi ha creato i maggiori problemi, ma con l’aiuto in video chiamata con amici e ricerche sul web, ho potuto verificare tutti i componenti ed il cablaggio di tutti i cavi. Purtroppo bobina e condensatore non davano segni di vita e ho dovuto attendere la riapertura dei negozi dei ricambisti per terminare l’opera.
    Intanto nel piano superiore era un continuo esercizio di nuove ricette, di pane fatto in casa, di pasta fresca, di sughi più o meno elaborati e conseguentemente colesterolo e trigliceridi aumentavano parallelamente alla soddisfazione che provavo nel rimontaggio del mezzo.
    La parte meccanica è stata tutta controllata e perfettamente pulita, la marmitta pulita, grattata e riverniciata e dopo un paio di mesi (con molta calma) il progetto è stato portato a compimento.
    Sempre al piano superiore le pulizie e gli esercizi di cucina continuavano ad essere il programma giornaliero più importante, ma anche su quel fronte, piano piano, la ragione e la calma hanno avuto il sopravvento sulle “impellenze” giornaliere.
    Finalmente la calma si era reimpossessata dei nostri corpi e delle nostre menti e il Garelli era finito!!!!

  6. Cari appassionati di motorismo storico, è con grande piacere che partecipo a questo interessante forum contribuendo, seppur in modesta parte, alla divulgazione della cultura di questo affascinante mondo. Fin da piccolo ho sempre manifestato un forte interesse verso i veicoli soprattutto per quelli riguardanti il settore della nautica da diporto. Tale passione mi ha spinto a diventare progettista navale-nautico facendomi avvicinare in particolar modo alle eleganti imbarcazioni d’epoca sia a vela che a motore. Da li, il passo verso il mondo delle autovetture storiche è stato davvero breve e il merito è dovuto soprattuto a mio padre che è riuscito a trasmettermi questo suo vivo interesse coinvolgendomi nella gestione di una bellissima sportiva inglese prodotta dal mitico Sir Colin Chapman. Forti sono le emozioni che provo ogni volta che mi trovo al volante di questa “vecchia signora”. Il triste e difficile momento di confinamento domestico della scorsa primavera mi ha tolto la possibilità di godere di tali sensazioni sulla strada limitandomi solamente alla manutenzione e ad un’accurata pulizia degli interni della vettura per ravvivare così nell’abitacolo quell’intenso profumo del pellame invecchiato. Ma, si sa, che quando vi è la passione tutti gli ostacoli diventano facilmente superabili. Così, non potendo fisicamente viaggiare a bordo della macchina ho deciso di nutrire la mia mente e la mia anima attraverso la lettura di un piacevolissimo libro. Essendo un cultore delle british cars e un accanito fan dell’agente 007, ho deciso di documentarmi maggiormente riguardo la storia della Aston Martin; come tutti voi saprete noto marchio inglese che ha affiancato James Bond nelle più spericolate missioni di spionaggio in giro per il mondo. Il volume in questione s’intitola “Aston Martin un secolo granturismo” e l’autore analizza in modo esaustivo e dettagliato i modelli che maggiormente hanno influenzato non solo la storia della celebre casa automobilistica ma anche l’intero settore del car design. Questo tuffo nel passato mi ha permesso lo stesso di mantenere acceso il mio interesse approfondendo, tra l’altro, la mia conoscenza verso questo mondo che reputo essere sconfinato. Al momento delle scrittura di questo mio modesto contributo, la situazione sanitaria purtroppo sembra essere nuovamente peggiorata imponendoci nuove limitazioni. Nonostante ciò conservo viva dentro di me la speranza di riuscire presto a ritornare direttamente sulla strada per condividere insieme a tutti voi questa passione virale. Colgo infine l’occasione per complimentarmi con tutti gli organizzatori della GMMS dell’impegno profuso per sostenere questa importante iniziativa che ha l’obiettivo di diffondersi oltre il nostro territorio nazionale facendosi così portavoce del nostro ricco patrimonio tecnico-artistico-culturale.
    Cordiali saluti
    Michele Schiesaro

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